nanotecnologia

La nanotecnologia per allineare i denti

Nanotecnologia, una parola e un concetto che fino a pochi anni fa non si conosceva. Oggi viene utilizzata in tanti campi e, tra questi, c’è anche la chirurgia dentale.

Uno studio recente, pubblicato su Acs Nano, fa vedere infatti che le nanoparticelle, insieme agli enzimi, possono essere usate per i piccoli interventi di chirurgia della bocca oppure per orientare nuovamente denti che sono gravemente disallineati, portandoli ad avere la posizione corretta.

Avi Schroeder, di Technion, in un articolo che invece è stato pubblicato su Phys.org, spiega a che punto siamo: “Stiamo cercando di modificare un dogma di 5 mila anni sul modo in cui eseguire gli interventi chirurgici”.

A oggi, il bisturi non è in grado di riconoscere un tessuto sano da uno danneggiato; qui entrano in gioco gli enzimi modificati che possono andare a degradare specificamente i tessuti non sani, senza danneggiare quelli che invece non soffrono di patologie.

Denti disallineati: l’operazione diventa meno dolorosa

C’è poi un altro intervento di chirurgia dentale che la nanotecnologia può facilitare: l’allineamento dei denti. La malattia ha il nome di malocclusione dentale e, solitamente, si tratta con una procedura chirurgica piuttosto dolorosa e fastidiosa.

Gli enzimi modificati, però, potrebbero rimuovere le fibre di collagene che collegano i denti all’osso; in un secondo momento, altre biomolecole sarebbero usate per ricostruire le fibre dopo l’allineamento dei denti.

I test sono stati fatti con i topi e i risultati sono positivi: oltre al migliore allineamento dei denti, il recupero è più veloce e si sente meno dolore rispetto agli interventi di chirurgia tradizionale. Non solo: dopo l’operazione tradizionale, oltre il 40% dei pazienti ha una recidiva. Con gli enzimi modificati, questa percentuale nei ratti è decisamente calata.

Ci è mancato poco che Schroeder dicesse che si sta facendo la storia, tanto era l’entusiasmo alla fine degli esperimenti in laboratorio sui topi: “Abbiamo dimostrato per la prima volta l’approccio alla biochirurgia. Abbiamo in programma di estendere ad altri organi e procedure più impegnative questo metodo”.

Del resto, negli Stati Uniti, ogni anno oltre 5 milioni di persone si rivolgono a dentisti e ortodontisti, secondo l’American Association of Orthodontists.

In alcuni di questi casi, il disallineamento dei denti è talmente accentuato che è necessario l’intervento per tagliare le fibre di collagene sotto le gengive. Molti pazienti decidono di rinunciare quando gli viene detto che la procedura è dolorosa e invasiva.

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