Anomali dentarie in età pediatrica

Prevenzione fondamentale, così come l’approccio multidisciplinare se la patologia è sistemica o di natura genetico-ereditaria

Cosa sono le anomalie dentarie di struttura nel paziente pediatrico? E come si trattano?

Prima di tutto, va detto che una diagnosi in più veloce possibile aiuta a migliorare sensibilmente sia il trattamento sia la vita di tutti i giorni dei pazienti con questa patologia.

Non esiste un solo tipo di intervento perché dipende dai denti interessati, dall’entità del tessuto dentario interessato, dalla presenza di sensibilità.

Sarà il dentista a scegliere il metodo terapeutico migliore, considerando pure l’estensione delle anomalie e quanto il paziente è collaborativo.

Andiamo adesso a scoprire di cosa si tratta. Si scrivono anomalie, si leggono alterazioni della struttura esterna o interna della dentatura e possono colpire sia denti da latte sia permanenti.

Le anomalie di struttura possono essere determinate da disturbi ambientali, nutrizionali o derivanti da un trauma, ma possono anche essere genetiche ereditarie e persino spontanee. In questo contesto, elemento fondamentale è la prevenzione.

Siccome siamo in età pediatrica, diventa necessario un follow up ravvicinato dentista – paziente. Le terapie sono sia semplici sia complesse. Le seconde comprendono quelle endodontiche, i restauri protesici o la terapia che combina l’ortodonzia restaurativa e quella protesica.

Importante è l’approccio multidisciplinare per risolvere il sintomo, ripristinare l’aspetto estetico, morfologico e funzionale degli elementi dentari che erano affetti da anomalie strutturali. Come già detto, le anomalie possono essere causate da un concorso di eventi che si verificano nella fase dello sviluppo dentario.

Possono essere anomalie di numero, di sede, di posizione, di forma, di volume, di struttura e di sviluppo.

Tra le cause più comuni di anomalia di struttura troviamo la fluorosi, l’ipoplasia di Turber, la Molar Incisor Hypomineralization, l’amelogenesi imperfetta, la dentinogenesi imperfetta, la displasia dentinale, nonché anomalie dovute a condizioni sistemiche, tra cui ricordiamo l’epidermoliosi bollosa, il rachitismo e l’odontodisplasia regionale.

Gli obiettivi del trattamento terapeutico sono sostanzialmente quattro: eliminare la sensibilità, prevenire lo sviluppo di carie per gli elementi colpiti dall’anomalia, ripristinare le normali funzioni orali e, se necessario, ristabilire la dimensione verticale di occlusione.

Se, poi, le anomalie sono a carico dei denti davanti, risolverle permette di ritrovare il sorriso ai pazienti.

Se le patologie sono causate da genetica o se sono sistemiche, non agisce solo l’odontoiatra, ma anche altri specialisti.

Chiudiamo ricordando che il trattamento definitivo viene solitamente fatto al termine dell’adolescenza o del completamento della dentatura definitiva.

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