Parodontologia: che cos’è

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Che cos’è la parodontologia? Il termine deriva dal greco e significa ‘attorno al dente’. Quindi, parliamo di tutto ciò che sta intorno al dente: gengiva, osso alveolare, cemento radicolare, legamento parodontale. La parodontologia si occupa dei tessuti molli e di quelli duri che circondano un dente, assicurandogli stabilità nell’arcata alveolare. Questa scienza si occupa poi della malattie parodontali o paradontopatie, della piorrea. Quindi di gengiviti e parodontiti.

Ora che abbiamo scoperto di che cosa stiamo parlando, vediamo quali sono i motivi che spingono ad ammalarsi di un problema parodontale. E’ per colpa dei batteri, la cosiddetta placca batterica, condizione indispensabile. Ma possono esserci anche più motivi alla base della patologia: oltre ai batteri, dunque, fumo, malattie sistemiche, malocclusioni dentali. I denti possono essere colpiti tutti in maniera diversa, dunque è necessaria una visita accurata e una diagnosi dente per dente.

Se la malattia parodontale è gengivite, dopo la guarigione i tessuti tornano sani come prima; se invece siamo di fronte alla parodontite, allora ci sarà sempre una lesione al termine del processo di guarigione. Quattro sono i tipi di parodontite che possono colpirci: cronica, aggressiva, necrotizzante e associata a malattie sistemiche.

Secondo calcoli recenti, su una popolazione di circa 60 milioni di italiani, almeno dieci milioni sono colpiti da questa patologia superata la soglia dei 30 anni e la causa più importante è la perdita dei denti. I bambini e gli adolescenti non sono però purtroppo immuni dalle malattie parodontologiche. Solitamente, la causa è un microrganismo, chiamato Aggregatibacter actinomycetemcomitans. Ma talvolta ci si può ammalare per un tipo di bocca che facilita la perdita di gengiva, per un’igiene non accurata o per un’infiammazione che vanno a peggiorare lesioni già esistenti. Per guarire serve la decontaminazione meccanica e poi la terapia con antibiotico. Naturalmente, bisognerà anche lavarsi i denti in modo corretto per evitare che possa insorgere di nuovo questa patologia.

Come si curano gengivite e parodontite

La gengivite è possibile definirla come una malattia parodontale meno grave. L’infezione infatti colpisce solamente la gengiva, che si arrossa e inizia a sanguinare. Diagnosticata in tempo, la gengivite è reversibile. Più complesso il caso della parodontite, che è una gengivite non curata per tempo. L’infezione arriva anche sotto la gengiva formando dei sacchetti parodontali, andando ad attaccare radice e osso fino a provocare la caduta del dente. Purtroppo si tratta di un procedimento irreversibile che va a condizionare anche altri aspetti dalla salute generale della persona colpita.

Quando ci troviamo a una prima fase della parodontite, la parodontologia prevede pulizia dentale professionale per rimuovere placca batterica e tartaro che si sono accumulati. Bisogna fare molta attenzione perché di solito le malattie parodontali non provocano dolore quindi diventa difficile accorgersene in tempo. L’allarme scatta, però, quando si ha la gengiva infiammata o gonfia o sanguinante. Alito cattivo e sensazione di avere denti che dondolano sono già una fase più aggressiva della malattia.

Con almeno uno di questi sintomi, è assolutamente necessario andare dal dentista o dal parodontologo per una valutazione del problema e del trattamento più idoneo.

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