Sbiancamento dei denti: il laser a led e le altre tecniche

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Perché i denti non restano bianchi? Perché si macchiano? La prima causa è l’invecchiamento, che ha effetti su tutto il nostro corpo. Poi ci sono i cosiddetti agenti esterni: inquinamento, fumo, cibo e bevande. I denti sono particolarmente sensibili al passare del tempo che li trasforma da bianchi in gialli, grigi e con macchine scure. È in realtà errato dire che sono i denti a ingiallire, sarebbe meglio dire la dentina. È questa che perde con il tempo la brillantezza, lo smalto che la ricopre non riesce più a fare da ‘tendina’ e fa trasparire dunque l’ingiallimento.

In un momento successivo, lo smalto assorbe i residui di cibo, la caffeina, il tabacco e così i denti, poco alla volta, diventano gialli e grigiastri, con macchie scure sulla superficie. Per eliminare il problema, esiste lo sbiancamento, che viene effettuato professionalmente dai dentisti. Serve sia per l’ingiallimento dovuto al trascorrere del tempo, sia per l’aggressione degli agenti esterni.

Lo sbiancamento funziona in particolare per eliminare le macchie e il colore giallo, causati da tartaro e placca, fumo e tabacco che contengono nicotina e catrame, due sostanze dannosissime per il colore naturale dei denti. Ma lo sbiancamento dentale funziona anche contro il tannino contenuto nel tè, la caffeina e il vino rosso, gli antibiotici, le macchie bianche causate da farmaci, l’eccesso di fluoro, i fattori genetici ed ereditari.

Che cos’è la tecnica laser a led

Nel 2019 ha preso piede una nuova tecnica per sbiancare i denti. C’è il laser a led, che coesiste tuttora con quello meccanico e utilizzando alcune sostanze. I denti, avendo uno strato poroso, assorbono e subiscono nel tempo gli effetti degli agenti esterni di cui abbiamo già parlato. Con lo sbiancamento si torna più giovani nell’aspetto. In realtà, il bianco più richiesto in Italia e nel mondo è quello color porcellana, pur se innaturale.

Vediamo come funzionano le diverse tecniche utilizzate dai dentisti. Lo sbiancamento meccanico prevede l’utilizzo di sostanze come pomice e bicarbonato, in grado di eliminare macchie gialle e brunastre. Questa tecnica non è in grado però di regalare brillantezza e bianco naturale a tutta la dentatura. Solitamente, si usa come preparazione per lo sbiancamento con sostanze decoloranti, a cui si somma la pulizia per eliminare tartaro e placca.

Ci possono essere controindicazioni ed effetti collaterali. Per sbiancare, vengono usate infatti sostanze aggressive come perossido di idrogeno e carbammide, in grado di penetrare in profondità. Cosa può accadere usando queste sostanze? Maggiore sensibilità dentale, solitamente per 2-3 giorni dopo l’effettuazione della tecnica, ma se ci sono otturazioni anche per mesi con disagi e dolori. Gengive che bruciano e irritate se la sostanza utilizzata viene direttamente a contatto con la mucosa gengivale. Solitamente, si può ovviare a questo inconveniente utilizzando mascherine di precisione, costruite su un apposito stampo individuale.

Passiamo all’uso del laser a lampade led. I risultati sono buonissimi, gli effetti collaterali pochissimi. Non può essere usato se il paziente soffre di piorrea e per chi ha denti troppo rovinati o sensibili. E ancora: per le donne incinte e per chi è allergico alle sostanze presenti nel gel sbiancante. Si usa il laser a diodi, ad Argon, a Co2 (che innalza la temperatura all’interno del dente e che può causare pulpite). Tutti i trattamenti di cui abbiamo parlato hanno durata ed efficacia che va da uno a due anni. A distanza di 24 mesi, ci si può sottoporre a un’altra seduta di sbiancamento.

I migliori specialisti di sbiancamento dentale si trovano a Livorno.

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