Endodonzia: devitalizzare il dente non significa ucciderlo

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Facciamo chiarezza: curare un dente che fa male significa devitalizzarlo? In realtà, anche le radici trattate con l’endodonzia restano vive. Ed è fondamentale perché se gli strati parodontali vivi, di cui è fatta la radice, morissero, l’organismo metterebbe in atto un meccanismo di riassorbimento del corpo estraneo.

L’endodonzia agisce solamente all’interno, nel momento del bisogno, rendendo inoffensiva l’infezione provocata da una carie, irraggiungibile dalle difese del nostro corpo. Non viene in alcun modo toccata la vitalità che ricopre l’apparato radicolare. Il dente mantiene la sua sensibilità quando si mastica, cosa che invece non avviene con gli impianti. Bisogna aggiungere che gli strati vitali sono tre e insieme formano il parodonto: il cemento radicolare, lo strato più duro della radice; il legamento parodontale; l’osso alveolare dei mascellari. Quando si estrae un dente, questi tessuti vengono tutti riassorbiti dall’organismo, compreso in gran parte l’osso che circondava le radici.

L’endodonzia moderna

Insomma, anche dopo la devitalizzazione, il dente resta biologicamente vivo. E questo è uno dei vantaggi dell’endodonzia, una delle sue caratteristiche. Fino a qualche decennio fa, l’unico modo per curare un dente malato era l’estrazione. Una soluzione disperata e anche dolorosa perché anestetici e antibiotici sono in uso da poco tempo. Una soluzione neanche facile tecnicamente parlando. Successivamente si pensò a come togliere il dolore, ma non il dente. Si devitalizzava la polpa infiammata inserendo dei veleni, come la pasta arsenicale, o fissativi tossici, la paraformaldeide. Attenzione perché questo tipo di operazione non è completamente sparito in Occidente.

Poi è arrivata la moderna endodonzia, che ha l’obiettivo primario di decontaminare l’intero sistema canalare endodontico. Vengono utilizzati materiali innovativi per la riparazione della perforazione, strumentazione, detersione, materiali da otturazione, cementi, igiene e sicurezza mediante la diga di gomma. Si rispetta prima di tutto la bocca del paziente, si eliminano i rischi esistenti nei precedenti interventi. L’endodonto viene sagomato, deterso e otturato in modo completo e preciso per rendere biologicamente inerte lo spazio prima occupato dalla polpa, quando è danneggiata irrimediabilmente dalle carie, da altre patologie o da traumi.

I migliori specialisti di endodonzia si trovano a Pisa.

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