Odontoiatria bio: attenzione alle otturazioni

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L’odontoiatria biologica è la nuova frontiera del lavoro del dentista, moderna e con approccio tutto a favore della salute fisica e mentale del paziente. Potremmo parlare di odontoiatria psicologo, ma anche di odontoiatra ortopedico, in una parola sola di odontoiatra attento a ogni cosa: all’eliminazione del mercurio, nocivo per l’essere umano, ai problemi psicologici, alla postura del paziente, al tipo di alimentazione da consigliare, allo stile di vita da tenere.

Il dentista si aggiorna ed evolve in continuazione. Lavora su tutti gli aspetti di vita del paziente. Utilizza metodi biologici molecolari per rilevare e identificare gli agenti patogeni con le varianti infiammatorie. Chi effettua anche le otturazioni, lo fa con metodi assolutamente salutari. Per combattere la carie, si è scatenato un vero e proprio dibattito sulla pericolosità dei materiali utilizzati. Le otturazioni, infatti, sono composte al 50 per cento da mercurio, al 12 per cento da rame, al 15 per cento da stagno e al 20 per cento da argento. Ma la tossicità del mercurio è nota, si è creato un vero e proprio movimento legato ai timori legati all’avvelenamento da questo metallo.

Ci concentriamo dunque proprio sul mercurio, sui suoi rischi. Il paziente potrebbe metabolizzarlo a livello di mucosa nasale o con l’apparato bronco-polmonare. La sostanza, poi, potrebbe anche diffondersi in tutto il corpo attraverso la dentina e la polpa dentaria. Non solo: quando si corrode l’otturazione, il mercurio rischia di venire ingerito. C’è poi un batterio, lo Streptococcus Mutans, che può trasformare il mercurio in metil-mercurio, sostanza ancora più pericolosa che è capace di spezzare le membrane cellulari. Pure il dentista sopporta dei rischi quando opera con il mercurio: i suoi vapori, in particolare, potrebbero risultare nocivi. Esiste però un macchinario, oggi, che permette di triturare il mercurio prima dell’uso in modo da eliminarne la capacità di liberare i vapori di cui sopra.

Odontoiatria bio: il mercurio, nemico del corpo umano

Il mercurio è il nemico numero uno del corpo umano, dunque. Ecco perché l’odontoiatria bio ci sta così attenta. Numerosi studi scientifici hanno infatti messo in relazione la sua tossicità con patologie come l’artrite, la depressione, la disabilità nell’apprendimento, la malattia di Alzheimer, l’autismo e la schizofrenia. In Italia, però, non è vietato utilizzarlo, viene lasciato alla scelta del professionista. Laddove è stato bandito, invece, le amalgame vengono create con resine sintetiche. Vale a dire sostanze diverse biocompatibili e resistenti allo stesso modo, che danno la possibilità di effettuare otturazioni altrettanto valide. E che garantiscono un’ottima riuscita estetica.

Da noi, dunque, viene semplicemente sconsigliato, il mercurio, in via precauzionale in situazioni come la gravidanza, l’allattamento, nei bambini o per chi soffre di problemi renali. C’è molta confusione, ecco la verità, con il paziente che spesso non sa che fare. E con l’odontoiatra che decide secondo le sue convinzioni. Quello bio, naturalmente, evita di utilizzare il mercurio.

Al momento, c’è solo il pronunciamento dell’associazione nazionale dentisti italiani che ha fatto sapere come la messa al bando dell’amalgama dentale innescherebbe nel paziente una reazione: amalgama uguale pericolo. E questi potrebbe chiedere la rimozione di quelle già effettuate con il mercurio, con rischi per operatori e ambiente.

Il dibattito è molto attuale. Vede coinvolti l’Unione Europea, il Ced (Associazione che rappresenta i dentisti europei), l’Andi (l’Associazione nazionale dentisti italiani) e il ministero della Salute. L’europarlamento ha concesso ai dentisti di continuare a usare l’amalgama. Nel 2020 verrà riesaminata la situazione dalla Commissione europea e potrebbe esserci il divieto a usare il mercurio per gli interventi di odontoiatria, probabilmente entro il 2030. A luglio, i singoli Paesi hanno stilato piani nazionali sull’ipotesi di eliminazione graduale dell’amalgama dentale.

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